L’architettura megalitica pugliese conta complessivamente un centinaio di monumenti tra dolmen e menhir, tenendo conto i monumenti giunti a noi integri ma anche quelli di cui sono rimasti solo dei frammenti residui. Sono opere prodotte da comunità di poche centinaia di uomini. Intorno a questi segni artistici - architettonici vi è un’antica leggenda babilonese: “un tempo, gli uomini, comunicavano con Dio attraverso una fune calata dal cielo; un giorno da questa arrivò in dono una pietra, gli uomini, sdegnati, la rifiutarono; il giorno successivo fu loro donata una banana, che mangiarono contenti. Dio li ammonì: avreste potuto prendere la pietra ed allora la vostra vita sarebbe stata eterna come quella delle rocce, ma avete scelto la banana ed allora vivrete per poco tempo, come essa”. Gli uomini sostituirono al corpo i megaliti, testimoni eterni della loro esistenza ed ebbero così sia la pietra, sia la banana. Queste leggende aiutano alla comprensione del fenomeno megalitico. Ma che cosa è un “dolmen” o un “menhir”?
La parola dolmen deriva dall’antico bretone tol o tuol (tavola) e men (pietra). Si tratta di un monumento megalitico preistorico costituito da pietre fitte che sostengono una grande lastra di copertura, tanto da formare un ambiente ad uso per lo più sepolcrale. La realizzazione dei dolmen viene collocata nell'arco di tempo che va dalla fine del V millennio a.C. alla fine del III millennio a.C.. In generale i dolmen pugliesi vengono riferiti all’età del Bronzo e partono dal III-II millennio ed in alcuni casi rappresentano fenomeni di ristagno culturale. Alcuni hanno restituito scheletri, ma molti altri sono stati depredati nel tempo. deriva dall’antico bretone tol o tuol (tavola) e men (pietra). Si tratta di un monumento megalitico preistorico costituito da pietre fitte che sostengono una grande lastra di copertura, tanto da formare un ambiente ad uso per lo più sepolcrale.
Dolmen del Salento
I Dolmen in Puglia…
Tre sono le zone in cui i dolmen si incontrano con più frequenza: la costa barese e il tarantino, dove si è sviluppata la tipologia del dolmen “a galleria” realizzato con grandi lastre, che può presentare delle divisioni all’interno della camera sepolcrale e il Salento dove si trovano strutture di più modeste dimensioni.
Nella provincia di Bari…
BISCEGLIE
Dolmen La Chianca - E' quello conservato meglio ed è famoso in tutto il mondo. Fu scoperto da Mosso e Samarelli nel 1909. Esso si compone di una cella sepolcrale alta 1,80 m e di un corridoio lungo 7,50 m. La cella è formata da tre lastroni verticali su cui si poggia un altro di dimensioni 2,40 x 3,80 m. Furono rinvenuti i resti di quindici sepolture, alcune delle quali con tracce di combustione, di cui una riguardante un ragazzo di dodici anni. Gli oggetti corredo della tomba riguardavano vasi in ceramica e oggetti di ornamento personale (collane in ambra, borchia in bronzo). Grazie ai resti ritrovati è stato possibile datare la tomba al XVIII e XV secolo a.C.
Dolmen Albarosa - È possibile trovarlo a sud – est di Bisceglie ed è stato scoperto da Samarelli e Gervasio. La galleria della tomba è lunga sei metri ed è posta in direzione est – ovest. Ha una piattaforma in pietrame ed è inserita in un tumulo di pietrame a base ellittica con un diametro di 19 metri. Le lastre di pietra permettono una divisione interna della galleria. La tomba appartiene al secondo millennio a.C. Col tempo si è preferito interrare la struttura per garantire la sua conservazione.
Dolmen Frisari - E' sito in contrada Lama d'Aglio, a 2 KM. da Albarosa, in un fondo appartenuto al senatore Giulio Frisari. Di questo monumento del XVI – XV secolo non restano che macerie, ordinate e salvaguardate da una recinzione. Date le misure dei lastroni, si ipotizza che il dolmen dovesse essere il più importante della zona. Furono ritrovati un cranio, frammenti di un femore umano e un piccolo dente molare.
CORATO
Dolmen dei Paladini - Sita in località Colonelle a Corato, la costruzione è stata trovata da Gervasio ed è la cella meno imponente. Anticamente aveva una galleria larga 1,80 m e lunga 7 con alla fine un cella con lastra di copertura alta 1,95 m. La galleria aveva due lastroni trasversali che la dividevano in tre parti. Quello che rimane oggi del dolmen in questione sono un lastrone di fondo, la lastra di copertura della cella e alcuni lastroni facenti parte della galleria. Del corredo invece è rimasta solo una tazza in ceramica. La tomba risale al periodo XVI – XV secolo a.C.
GIOVINAZZO
Nella provincia di Brindisi…
FASANO
Nella provincia di Taranto…
MARTINA FRANCA – MASSAFRA
Un sito archeologico nelle campagne tra Martina Franca e Massafra, nei pressi della Masseria Piccoli, è stato scoperto dal Gruppo speleologico martinese. Gli esperti hanno trovato due cocci che hanno fatto pensare a produzioni romane o medioevali e, poco distante, resti che hanno fatto pensare ad un dolmen. Gli speleologi hanno infatti visto quattro lastroni di calcare infissi nel terreno a formare un rettangolo, probabilmente una camera sepolcrale.
STATTE
Dolmen di S. Giovanni - Quello più grande sorge nei pressi della masseria Accetta Grande e si erge nel sottobosco a poca distanza della gravina di Leucaspide. E' costituito da quattro grandi lastroni posti di taglio nel terreno e coperto da una grande lastra larga 3x2 metri e spessa 50 centimetri. L'ingresso è rivolto ad Est, e due grandi lastre ne costituivano il piano pavimentale. Secondo la testimonianza degli scopritori era preceduto da un corridoio lungo 2,60 metri e largo 1,65, corridoio del quale rimangono delle scarse tracce. Per dimensioni e per l'interessante materiale rinvenuto questo Dolmen è, dopo quello di Bisceglie, il più importante della Puglia.
Dolmen Accettulla - A poco distanza dalla Masseria Accettulla, a circa tre chilometri dal Dolmen di San Giovanni, si trova un dolmen risalente all’età del Bronzo. Situato quasi al bordo della gravina di Leucaspide, è composto da un lastrone di forma quadrata sorretto da tre lastroni in parte interrati.
CASTELLANETA
Nella provincia di Lecce…
CARPIGNANO SALENTINO
Chianca di Santo Stefano - È un trilite con tre lastre di 50 centimetri su cui poggia una lastra di copertura rotta di 2,50x3,80 metri.
CASTRO
Dolmen Sgarra 1 - Denominato così perché sito nella omonima contrada. È stato citato dal Maggiulli nel 1910 sul “Corriere Meridionale”. Ci dovrebbe essere anche un secondo dolmen chiamato “Sgarra 2” sito in Uggiano la Chiesa.
CORIGLIANO D’OTRANTO
Dolmen Caroppo 1 e 2 - Sono due strutture separate: il primo dolmen è formato da due lastroni adiacenti mentre il più piccolo ha una struttura trilica. Quello di Corigliano è l’unico dolmen a galleria ancora integro nel Salento.
Dolmen Masseria Nuova - L’unica cosa che sappiamo di questa costruzione è che è un piccolo dolmen largo 130 centimetri.
Dolmen Specchia - Sempre a Corigliano vi è un’altra struttura megalitica che però è a serio rischio di crollo.
COCUMOLA
Dolmen Monte Culumbu - Nel 1885 ad opera di un contadino il dolmen fu distrutto e ciò che ne rimane oggi è solo un disegno.
Dolmen Chiancuse - La costruzione “Chiancuse” presenta un lastrone di copertura con forma poligonale che si presume poggiasse su sette pilastri. Attualmente è presente solo la pietra di copertura.
Dolmen Orfine - È costituito da una pietra di copertura di 2,3x1,45 metri. Oggi del monumento rimane solo il lastrone sorretto da un solo pilastro che affiora dal terreno.
Dolmen Peschio - Del monumento abbiamo oggi solo un lastrone di copertura e alcune pietre sparse. Nella copertura inoltre è presente un foro del diametro di 15 centimetri e anche scanalature lungo il bordo superiore.
Dolmen Sferracavalli - Sul dolmen è presente un canaletto che costeggia tutto il bordo della tavola. Adiacente a questo vi è un altro dolmen largo 2,30x3,10 metri e alto un metro da terra. Il tutto sorretto da 3 monolitici e 5 pietre sovrapposte.
Dolmen Stabile - Conosciuto anche come “Quattromacine” il dolmen è formato da due ortostati e da una serie di blocchi. È alto circa un metro e la tavola che copre la tomba è incisa lungo il bordo da un canaletto.
MAGLIE
Dolmen Chianca - Consta di tre lastre di 50 centimetri ognuna che sorreggono una lastra di copertura oggi rotta.
Dolmen Canali - È formato da quattro pilastri monolitici alti circa un metro su cui poggia una lastra di copertura rotta.
Dolmen Grotta - Sito nell’omonimo fondo, presenta una lastra di copertura di forma quadrata che poggia su 3 pilastri.
Vicino alla Masseria S. Martino c’era un dolmen, ormai scomparso, che si dice fosse formato da tre o quattro ortostati su cui poggiava un lastrone di copertura distante un metro da terra.
Tumulo Dolmenico 2 - Sempre nella zona di San Sidero è presenta anche un secondo tumulo dolmenico costituito da una serie di massi emergenti dal terreno che delimitano una cella rettangolare lunga circa un metro.
Dolmen Muntarrune - Dolmen formato da 5 massi monolitici che sorreggono una tavola di copertura posta in direzione nord – sud.
Nei dintorni della Masseria Palomba sono presenti tre dolmen, trovati dal professore Masciulli. Due dei tre dolmen si trovano quasi uno di fronte all’altro, mentre il terzo, il più grande, si trova a una decina di metri di distanza.
MELENDUGNO
Dolmen Placa - Alto meno di un metro, il dolmen è composto da 4 ortostati monolitici e tre appoggi che sorreggono la lastra di copertura in carparo.
Dolmen Colaresta - È stato trovato nel 1910 da Palombo ma non si hanno più notizie del monumento megalitico dal 1912.
MELPIGNANO
MELISSANO
Dolmen Civo - Sito in località Civo vi è un dolmen rinvenuto recentemente nel 2002 da Stefano Cortese. Su di un muretto è rimasta adagiata una grossa lastra di copertura in carparo. Poco più distanti ci sono invece una serie di massi dello stesso materiale.
Dolmen Scusi - È uno dei due dolmen presenti nei pressi di Minervino. Questo è stato il primo dolmen scoperto in Italia, più precisamente nel 1867 da Micalella. Ha una copertura che poggia su otto ortostati di cui solo uno monolite. In cima alla lastra di copertura vi è un foro con un diametro di 20 centimetri.
Dolmen Cauda o Cande - L’altro dolmen presente nella stessa località sfortunatamente è crollato definitivamente nel 1912. Oggi rimane solo parte della copertura.
Scoperto per caso da Enrico Quaranta nel 2004 la struttura dolmenica è formata da vari blocchi in pietra infissi verticalmente su cui poggia un lastrone orizzontale.
Dolmen Vela - Si trova nel convento di S. Francesco ed è stato demolito durante la costruzione della via che va da Otranto al convento.
POGGIARDO
Dolmen Oru - Simile al dolmen “Scusi” di Minervino, questo dolmen è stato scoperto nell’aprile del 2002 da alcuni alunni dell’ippsar di Santa Cesarea Terme.
Dolmen Ospina - Anche chiamato dolmen “Specchi” ha una grande tavola di copertura che poggia su tre ortostati.
SALVE
Dolmen Cosi - Fu scoperto nel 1968 da Cosi dal quale ha preso il nome. La struttura dolmenica sepolcrale ha fatto rinvenire frammenti di ossa umane ma anche di ceramica e di ossidiana.
Dolmen Argentina - È un’altra struttura dolmenica situata a Salve. Questa ha una apertura orientata verso ovest e alta 1,10 metri. La copertura è costituita da 4 blocchi che poggiano su 4 pietre monolitiche e 3 blocchi di pietre. La cella è alta 1,80 metri e per entrare all’interno si nota la presenza di alcuni gradini.
Dolmen Madonna dell’Itri - Di fronte alla chiesa della Madonna dell’Itri è presente l’omonimo dolmen. Oggi del monumento preistorico rimangono solo alcuni resti quali due pietre in calcarenite delle dimensioni di 2x1 m.
Dolmen Piedi grandi - Di recente scoperta questo dolmen è posto ai piedi di una quercia secolare. La struttura dolmenica è priva di tumuli ed è composta invece da due lastre rettangolari laterali di 70 cm di altezza, sormontate poi da una grande lastra quadrangolare. La cella del dolmen è profonda circa 1 m, alta 85-90 cm, e larga 90 cm.
ZOLLINO