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Piazza Sant'Oronzo

Città del Salento - Lecce - Piazza Sant'Oronzo
Lecce

Piazza Sant'Oronzo è oggi il vero centro della città. Fino alla prima metà del '900 l'aspetto della piazza era totalmente differente in quanto non era ancora stato messo in luce l'Anfiteatro romano. In antichità era chiamata Piazza dei Mercanti, qui erano le botteghe e le strutture commerciali, in quest'area ai margini del centro storico ed in collegamento, tramite via Trinchese, con via del Mare, e quindi con San Cataldo e con l'antico porto.
Da quando si decise di mettere in luce l'Anfiteatro, conosciuto tramite saggi effettuati a fine Ottocento da Cosimo de Giorgi, studioso e appassionato locale, l'aspetto della piazza inizia lentamente a cambiare, tramite architetture di età fascista e posteriori che si accumulano circondando lo spazio. Oltre all'Anfiteatro romano restano nella piazza alcuni importanti monumenti della storia di Lecce.

Al centro della piazza vi è il Sedile, una costruzione parallelepipeda, con grandi archi ogivali, ricchi fregi, con stemmi araldici della città e di Filippo III di Spagna, trofei, armature, alti pilastri angolari e un ampio loggiato rinascimentale nella parte superiore con tre archi-finestre delimitati da balaustre. Quel che si vede è solo una parte del più grande palazzo che ospitava gli uffici del rappresentante locale del Re e di altre istituzioni locali. Fu costruito nel 1592 come sala di udienze e riunioni, le cui grandi vetrate dovevano essere garanzia e simbolo di trasparenza degli atti pubblici dal sindaco Pietro Mocenico e fu sede municipale fino al 1851.
Le armature richiamano forse il fatto che nelle stanze retrostanti alla loggia la città custodiva armature o munizioni.
All’interno sulle pareti e la volta erano le figure dei santi protettori della città e scene che raffiguravano episodi relativi alla presa di possesso del Regno di Napoli da parte di Carlo V d’Asburgo.lecce_chiesa_san_marco
A lato del Sedile vi è la Chiesa di San Marco, memoria dei rapporti secolari che univano la Serenissima a Lecce, che nelle sue mura ospitava una fiorente colonia di mercanti veneti e in alcune sue chiese conserva ancora oggi oggetti artistici spediti da Venezia.
La chiesa, di semplici linee rinascimentali ma dal portale ricco d’intagli, sorge su una più antica cappella dedicata a san Giorgio e fu ricostruita nel 1543, con l’intervento di Gabriele Riccardi, dalla numerosa e attiva comunità veneta presente nel capoluogo.
Il portale è fiancheggiato da due colonne e da un architrave molto decorata sulla quale vi è una lunetta con scolpito il leone di San Marco, l’inconfondibile stemma della Serenissima, e più in alto un rosone molto istoriato.
Un tempo collocata sull'area dell'Anfiteatro, la colonna di Sant'Oronzo fu eretta alla metà del Seicento dai leccesi che vollero così ringraziare il Santo per aver posto termine ad un’epidemia di peste. Il fusto della colonna di età romana, che si alza su un enorme basamento paralellepipedo e che termina con un ricco capitello corinzio sul quale è posta la statua del protettore in atto di benedire la città, in legno ma rivestita di rame, è un dono della città di Brindisi, dove segnava, con una seconda colonna, ancora a Brindisi, il termine della via Appia. Il progetto è di Giuseppe Zimbalo. La statua, distrutta da fuochi nel 1737, fu rifatta due anni dopo con rivestimento in rame in una bottega veneziana.
Su piazza Sant'Oronzo si affaccia anche la classicheggiante facciata della Chiesa di S. Maria delle Grazie, eretta fra il 1590 e il 1606, il cui slancio verticale è sottolineato dalla presenza nel fastigio di statue della Madonna e degli angeli. Espressione della Controriforma, la chiesa ha un prospetto molto semplice e lineare, a due ordini, con un fastigio triangolare sul quale svettano tre statue con al centro quella della Vergine. Il primo ordine è diviso da lesene e da due colonne scanalate all’interno delle quali si apre l’elegante portale al quale si accede superando un non alto sagrato. Ai lati due nicchie con statue di santi. L’ordine superiore replica il primo: al centro, sopra un timpano curvilineo, una grande finestra con ai lati due nicchie vuote.
L’interno è a croce latina e ad una sola navata coperta da un soffitto a cassettoni. Al suo interno, con un notevole soffitto ligneo a lacunari intagliati, sono custodite tele di Oronzo Tiso: Adorazione dei pastori, al 1° altare a sinistra, Assunta, al 2° altare a sinistra e due straordinari intagli lignei di Vespasiano Genuino dei primi anni del ‘600 raffiguranti la Vergine incoronata dalla Trinità e la Madonna delle Grazie.

 
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