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Sant'Oronzo: la storia, la festa

Tradizione locali - Sant'Oronzo

Sant’Oronzo, patrono di Lecce, è una figura che compare molto spesso in Salento. Molte città, oltre al capoluogo, come Campi Salentina, Acaya, Ostuni, hanno questo santo come patrono.
Ma perché la figura di Sant’Oronzo è così diffusa in Salento e nel sud della Puglia?

Sul Santo è pervenuta una pergamena di età medievale, che narra che Oronzo, un tempo Publio, era un abitante pagano della città di Rudiae, centro messapico e poi romano collocata a pochi chilometri da Lecce. Oronzo nacque 22 anni dopo la nascita di Cristo.
Si narra che un giorno Oronzo si recò insieme al nipote (o zio – a seconda delle versioni) Fortunato, nella zona di San Cataldo, la marina leccese, per una battuta di caccia. I due incontrarono qui Giusto, appena sbarcato – a San Cataldo vi sono i resti del porto romano - inviato da S. Paolo a Roma per consegnare alcune lettere apostoliche. Oronzo e Fortunato si convertirono al Cristianesimo e Giusto li battezzò entrambi. I personaggi iniziarono a predicare nel Salento e furono denunciati dai sacerdoti pagani al pretore romano, che impose loro di offrire incenso a Giove. Al loro rifiuto vennero condannati alla flagellazione e chiusi in carcere.
Scarcerato, Giusto andò a Roma da Pietro e tornato a Lecce partì per Corinto con Oronzo e Fortunato. Qui furono accolti da Paolo che nominò Oronzo primo vescovo di Lecce. Oronzo e Fortunato furono poi imprigionati a Lecce da un ministro di Nerone durante le persecuzioni e decapitati.
I loro corpi devastati dalla tortura furono ricomposti e portati segretamente nella dimora di campagna di una matrona cristiana di nome Petronilla. Qui venne in seguito costruita la chiesa conosciuta come “La Capu te Santu Ronzu”.
Sant'Oronzo diventa patrono di Lecce alla metà del Seicento. Si racconta che nel 1656 una tremenda epidemia di peste stesse devastando il Salento. I leccesi  chiesero allora aiuto a Sant’Oronzo, molto venerato, benché non ancora patrono, proprio per la sua origine locale. Il Santo bloccò la peste al di fuori di Lecce salvando la città. Così infatti lo vediamo rappresentato nella bella tela di Giuseppe da Brindisi collocata al centro del controsoffitto ligneo della Cattedrale di Lecce.

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Un curioso aneddoto riguarda la statua di sant’Oronzo in argento custodita nel Duomo di Lecce. Si narra infatti che il mezzo busto, commissionato a Napoli, presentasse al suo artefice sempre un difetto, vicino al sopracciglio; ad ogni fusione si presentava lo stesso difetto, finché il santo stesso chiarì che in gioventù si era procurato una cicatrice proprio vicino al sopracciglio.

A Lecce la festa di Sant’Oronzo, accompagnato da S. Giusto e S. Fortunato, compatroni della città, si svolge il 24-25-26 agosto. I riti religiosi hanno il loro culmine il 24 pomeriggio con la processione per le strade del centro storico a seguito delle statue dei patroni. Il 26 invece, a tarda sera, si saluta la festa con giochi pirotecnici.

Di Ostuni è patrono perché in questa città si sarebbe rifugiato durante le persecuzioni, all’interno di una grotta sul Monte Morrone. A Campi Salentina, invece, il suo intervento miracoloso è legato al terremoto del 1743.



 
 
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