PORTO BADISCO E LA GROTTA DEI CERVI

PORTO BADISCO E LA GROTTA DEI CERVI

Poco a sud di Otranto, percorrendo la litoranea, si giunge a Porto Badisco, piccola insenatura lungo la costa. Oltre che come meta naturalistica, per godere delle acque cristalline, il sito è di grande importanza archeologica.
È qui, infatti, che venne scoperta negli anni Settanta la Grotta dei Cervi o Grotta di Enea, uno degli insediamenti preistorici più importanti del Salento in quanto le pareti sono colme di graffiti che danno numerose informazioni sulla vita e la natura nel Salento in età neolitica.
Il nome Grotta dei Cervi viene dato in base ai graffiti all’interno che rappresentano per lo più cacce al cervo, animale che in quei periodi abbondava in Salento. Il nome di grotta di Enea viene invece da una tradizione che vuole che Enea sia sbarcato qui in salento prima di giungere nel Lazio. Recenti ricerche archeologiche tendono a collocare più a sud, a Castro, il luogo del mitologico sbarco del principe troiano.

Come arrivare: ss. n. 16, Litoranea adriatica salentina, 10 km a Sud di Otranto

L’ingresso alla grotta non è consentito

La datazione della frequentazione del sito è avvenuta sulla base di alcuni reperti ceramici deposti probabilmente a scopo rituale all’interno della grotta che consentono una datazione tra il Neolitico Medio (3500-3000 a.C.) e l’Eneolitico (2000 a.C.).
La grotta è internamente articolata in quattro principali gallerie. I soggetti raffigurati sulle pareti riguardano per lo più scene di caccia al cervo, ma vi sono anche molti altri motivi decorativi a spirale e a croce e alcune rappresentazioni interpretate come soggetti realistici, il c.d. “sciamano”.

Foto: riproduzione della Grotta dei Cervi realizzata in cartapesta e custodita presso il Museo Archeologico Faggiano di Lecce

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